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Opere su commissione

Adamo ed Eva  2015 – 2017  Odessa

olio su tavola  2 pannelli 90 x 298 ciascuno -lavoro eseguito per una porta scorrevole in una parete attrezzata.

Rita Carelli Feri interpreta Albrecht Duerer

Ha cercato il nero di Kassel, Rita Carelli Feri, la matita dura che graffia e fa sbalzare i volumi dei muscoli come il bolino che incide; ha miscelato l’esatta proporzione di carminio e di bianco per ricreare la sinfonia bianco rosata di perlescenze nell’incarnato femminile per eccellenza. Ha misurato ogni pietra, ogni sasso, ogni macchia di muschio spugnoso aggrappato alla corteccia dell’Albero della Conoscenza; ha inventariato una per una le spire del serpente, con quella acribia da naturalista tipica della sensibilità nordica; ha definito le unghie come decoro plastico dei polpastrelli. Così faceva Albrecht Durer, così come le immagini sui libri e sui cataloghi non ci riveleranno mai: occorre incontrarli di persona, questi Adamo ed Eva Cinquecenteschi, guardarli negli occhi, appena usciti da quel Paradiso inghiottito nell’oscurità, perduto lì e per sempre. Per questo l’autrice si è recata al Museo del Prado. Le riproduzioni non svelano l’incisione nella pittura, le lumeggiature, i rintocchi di luce, la profondità del nero, l’attenzione calligrafica al disegno (ereditata dalla perizia di orafo incisore del padre) all’anatomia: è quella che Durer stesso chiamò la Wiedererwachen, la Rinascenza tedesca. Ancora ignaro delle conseguenze, Adamo non deve ancora rispondere all’inquisizione divina che tuona “Adamo, dove sei?”. Dio sa perfettamente dov’è, e allora perché mai quel chiedere, se non per portare la sua serena, eccitata creatura alla consapevolezza del proprio peccato, di una colpa in cui nemmeno si riconosce come mandante? Questione di attimi, il buio alle spalle sta avanzando, e avvolgerà presto di tenebra il momento di spensieratezza gaudente. Lo sprigionarsi della natura umana al suo apogeo e il ritrarsi del mondo aurorale sono la dialettica che anima tutta la composizione. Adamo ed Eva, stagliati contro il nero assoluto, non vogliono dipendere da niente che li anteceda: sono i primi, e prima di loro nessuno ha guadagnato fattezze tali. Eva è la quintessenza del desiderio, già colpevole nell’intenzione prima ancora di passare all’atto, al fatidico morso. Ѐ giovane e sinuosa, compiaciuta e gaia, colpa e pura grazia, dannazione e bellezza, proporzione perfetta delle parti, alba di colori e scrigno di dolore, fatica, punizione. Il binomio del bello e del buono, del kalòs kai agathòs, in Duerer drammaticamente si infrange sotto la pressione dell’ambiguità del reale, della complessità umana. Solo a un’autrice di indubbia maestria e passione assoluta per il dettaglio, per la materia come per la forma della figurazione, si poteva chiedere di impegnarsi in un cimento tanto arduo. La stessa tecnica esecutiva duereriana che subordina a sé la pittrice, le consente di esercitare la sua arte massimamente.

Rimettere al mondo il mondo di Duerer miscelando i suoi stessi pigmenti, accostandosi a un’idea di perfezione dei corpi che non è più la nostra, pur restando eterna, è come per un musicista suonare Bach provando a restituire tutta la fragranza, tutta la verità dei suoni contenuti in quelle antiche partiture. Allora accade il miracolo che consente di inserire la propria firma, ai piedi di Eva, speculare a quella di Duerer: al massimo della passività corrisponde il massimo dell’attività; alla più grande obbedienza, il più elevato virtuosismo. L’esperienza di nascere, letteralmente, insieme all’immagine che si fa lentamente corpo sulla tavola di legno, è la Rinascita che Rita Carelli Feri ha affrontato e ci ha donato mettendoci in salvo dai dolori di un travaglio inaffrontabile. Adamo ed Eva incastonati su porte scorrevoli, siano l’augurio più bello per il riavvicinamento che sempre seguirà all’allontanamento.

 Cristina Muccioli 

Quercia e Ulivo  2018 Odessa

tecnica mista su tela – lavoro eseguito per una nicchia esistente

Ritratti su commissione

Le opere sono  prodotte su richiesta del committente : la realizzazione viene accogliendo le stimolanti indicazioni del committente sia sulla tecnica che sul contenuto.