Gruppo Artemisia

Il nome ‘Artemisia ‘ è stato scelto in omaggio ad una grande pittrice della prima metà del seicento, che divenne famosa come ritrattista: Artemisia Gentileschi.

Celebrata nei libri d’arte più come figlia di un famoso maestro che come pittrice, solo recentemente è stata rivalutata tra i protagonisti della pittura seicentesca. In piena controriforma sfidò la morale corrente e  assunse posizioni anticonformiste e rivoluzionarie per quei tempi, volendo affermare la sua indipendenza, come donna  e come artista. Dipinse grandi ritratti e  composizioni d’ispirazione storica e celebrativa: la sua pittura, in cui spesso si ritrovano figure femminili, eroiche e anche aggressive, hanno sempre una grazia e una robustezza  nell’impianto del disegno che ci sono parse di straordinaria modernità.

Le caratteristiche del nostro gruppo: siamo cinque donne che hanno scelto di lavorare nel mondo della pittura come professioniste, insegnando materie artistiche nelle scuole o in strutture private. .

La pittura si costruisce, nella nostra esperienza, lavorando dal vero, con un modello che serve come punto di partenza per una realizzazione pittorica che può essere più o meno aderente alla realtà visiva.

Le similitudini, nel metodo di lavoro del gruppo, sono dovute anche al professore ed amico Luigi Lomanto che è stato il nostro comune maestro da cui abbiamo imparato la prassi della pittura e presso il quale ci siamo conosciute.

Noi pensiamo che il legame con la pittura tradizionale non si sia mai in realtà spezzato e che sia possibile, oggi, dipingere con un linguaggio che sia contemporaneo e non convenzionale.

Nella pittura la forma è spesso il contenuto stesso del lavoro: così uno stesso soggetto, rappresentato con un colore trasparente per sovrapposizione, è assai diverso  se rappresentato con colori pastosi in strati materici e coprenti; la sua diversità non è solo visiva ma anche poetica, non cambia cioè solo la sua apparenza ma anche il suo significato.

Di preferenza i soggetti rappresentati sono figure umane, molto spesso femminili, a volte è il nudo, è una scelta dettata dalla maggiore facilità ad entrare in sintonia con un soggetto duttile e sempre nuovo, che può di volta in volta trasformarsi ed assumere sembianze  molto diverse.

Avere la possibilità sia di lavorare in gruppo che di esporre insieme, significa discutere le scelte individuali e confrontarle, serve quindi da stimolo per evitare di cadere nell’autocompiacimento, un rischio sempre in agguato.. .

Le mostre sono necessarie per completare il processo comunicativo dell’opera pittorica. Il pittore riceve le suggestioni dal mondo che lo circonda e ha bisogno, per rispondere a una necessità interiore di trasformare questi stimoli in elaborazioni che con la pratica operativa diventano quadri o disegni: la comunicazione avviene quando il quadro o l’opera disegnata sono esposti e restituiti all’ambiente esterno.

Fanno parte del Gruppo Artistico Artemisia, oltre Rita Carelli Feri, Emanuela Volpe, Francesca Bruni, Renata Ferrari e Pea Trolli.

Per saperne di più visita il sito Artemisia5.it